SALVIAMO IL PARCO DELLE GRAVINE DALLA CATASTROFE EOLICA E FOTOVOLTAICA !

Inoltriamo questo importante documento-lettera aperta, valevole anche come comunicato stampa congiunto, con preghiera di massima divulgazione data l’emergenza denunciata per una delle aree più belle dell’intero territorio Pugliese!  GRAZIE a Tutti!
——————————————————————————————————–
SALVIAMO IL PARCO DELLE GRAVINE DALLA CATASTROFE EOLICA E FOTOVOLTAICA !

Questo documento ha il ruolo morale e civico di risvegliare tutte le coscienze che vivono nei paesi del “Parco naturale Terra delle Gravine”, così come di tutti coloro che pur vivendo fuori, amano questi luoghi meravigliosi, e si rivolge a tutte le Istituzioni locali e non, ai Comuni di Castellaneta (Ta), Ginosa (Ta),  Laterza (Ta),   Mottola (Ta),  Massafra (Ta),  Palagiano (Ta),  Palagianello (Ta),  Statte (Ta),  Crispiano (Ta),  Martina Franca (Ta),  Montemesola (Ta),  Grottaglie (Ta),  San Marzano (Ta),  e Villa Castelli (Br), alla Provincia di Taranto, alla Provincia di Brindisi e alla Regione Puglia, perché prendano tutti urgentemente coscienza della catastrofe imminente eolico-fotovoltaica, che rischia di abbattersi su questo territorio, sulle nostre vite e sul futuro di questi luoghi dell’anima; affinché dalla spontanea mobilitazione di ciascuno nel suo piccolo, e a seconda delle sue possibilità, sia fermato a monte questo scempio che pende, come una spada di Damocle, su ogni pianificazione politica amministrativa presente e futura, volta alla massima tutela e salvaguardia di quest’area, e di tutto il suo skyline, non a caso riconosciuta come “Parco Naturale” di notevole valenza naturalistica e culturale.

Lettera Aperta alla cortese attenzione di:
-    Presidente della Regione Puglia
-    Presidente della Provincia di Taranto
-    Presidente della Provincia di Brindisi
-    Direttore del Parco Regionale Terra delle Gravine
-    Dirigente del Settore – Ecologia e Ambiente – Aree Protette e Parco Regionale Terre delle Gravine
-    Sindaci ed amministrazioni comunali dei Comuni di: Castellaneta, Ginosa, Laterza,  Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie, S. Marzano e Villa Castelli (Br), rientranti nel Parco Regionale Terre delle Gravine
-    Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Brindisi, Lecce e Taranto
-     Proloco dei paesi interessati, comitati e associazioni ambientaliste
-     ASL- Aziende Sanitarie Locali, ARPA-Agenzia Regionale per la Prevenzione e l’Ambiente,
-    LILT – Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, Ordine dei Medici della Provincia di Taranto
-    Tutti i media e organi di stampa.

Maggio 2012

EMERGENZA EOLICO INDUSTRIALE NEI PAESI DEL PARCO NATURALE TERRA DELLE GRAVINE

Il nord della Puglia è stato invaso per primo dall’eolico industriale ma via via, scendendo lungo il tacco d’Italia, ci si rende conto che il tacco potrebbe “decollare” nel vero senso della parola, per quante pale eoliche si vogliono impiantare! Purtroppo, mentre a decollare non sarà più il turismo davvero ecosostenibile, poiché il paesaggio pugliese sta subendo una catastrofica trasformazione in peggio, decolleranno invece solo i bilanci di chi investe nel settore!

Dal report Lipu datato 10-08-2010, si apprende che numerosi sono i progetti di impianti eolici industriali che si vorrebbero assurdamente installare un po’ in tutti i paesi della Puglia. Molti cittadini ne apprendono la notizia troppo tardi, quando vedono con i loro occhi, le giganti pale rotanti far ombra sulle loro case.  Anche nella “Terra delle Gravine”, terra  di preziosa rarità e bellezza dell’arco Jonico,  per la ricchezza di arenili ineguagliabili, del mare pulito, dei paesaggi dell’entroterra collinare murgiano ancora rurali ed incontaminati, caratterizzati da selvaggi canyon carsici mozzafiato, le Gravine, appunto, che andrebbero solo tutelate e valorizzate turisticamente, pende purtroppo sul futuro di questo “Paradiso pugliese” di storia, natura e cultura, come una spada di Damocle esecrabile, questa GRAVE CALAMITA’ EOLICA, che minaccia di deturpare pesantemente sia la quiete che la salute dei cittadini, nonché il loro stesso paesaggio quotidiano in ogni direzione a 360°, con l’arrivo di maxi pale eoliche alte addirittura fino a  150 metri, visibili a molti chilometri di distanza, non solo di giorno ma persino di notte, a causa delle luci alienizzanti hi-tech, per la dovuta segnalazione di pericolo d’impatto agli aerei ed elicotteri. La Cupola di S. Pietro è alta 133 metri ed è visibile da tutta Roma. Queste torri eoliche  ancor più alte, di circa 150 metri, sarebbero visibili anche a 30 km di distanza! Il problema di questo tipo di impianti di energie rinnovabili altamente impattanti non è solo estetico, poiché rovinano lo skyline, (ad esempio per alcuni paesi, come Ginosa, rischiano di rovinare addirittura  la visuale tra la città ed il mare), ma è anche ambientale, essendo le pale eoliche pericolose per l’avifauna e per le tante specie di uccelli già a rischio di estinzione, che trovano proprio nel Parco delle Gravine, non a caso anche per questo istituito, un loro rifugio ed habitat d’elezione, e che invece, se questi folli assurdi progetti fossero, nella malaugurata ipotesi, realizzati, resterebbero inevitabilmente falcidiati tra le fauci delle turbine eoliche rotanti, come ormai è tristemente documentato e ben noto nella letteratura scientifica e tecnica in merito. Ecco perché anche una sola torre eolica di queste potenze e dimensioni è da ritenersi intollerabile, sia nelle aree tutelate dal Parco, quanto nei necessari vasti territori cuscinetto tutt’attorno ad esso! Aspetto che si aggrava ancora di più se si tiene conto delle anomalie relative alla delimitazione dell’area tutelata del parco, che non è purtroppo ancora ad oggi realmente onnicomprensiva delle aree murgiane interessate dal complesso reticolo delle gravine carsiche! Un’ anomalia amministrativa gravissima, che deve essere risanata nei mesi futuri, motivo per cui anche le aree di medesimo pregio ad oggi fuori dal Parco delle Gravine, ma con le medesime peculiarità, devono essere salvaguardate ad ogni costo da questi scempi! Leggi l’articolo completo

Mafie, per il CNEL è grave l’infiltrazione nel settore eolico: ridurre gli incentivi

Riportiamo un articolo di Savona News

“Fa gola alle mafie il mercato dell’energia eolica europeo, sul punto di superare entro il 2015 68 miliardi di investimenti in cinque anni. Gli arresti nell’ambito di inchieste sugli impianti italiani, tra il 2007 e il 2011, sono stati oltre 125 in cinque Regioni.

Il presidente del Cnel, Antonio Marzano, parla di una ‘grave penetrazione mafiosa’ presentando il rapporto ‘I rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dell’energia eolica’. Il sottosegretario agli Interni, Carlo De Stefano, invoca ‘un sistema di contrasto scientifico per rispondere alla presenza capillare delle mafie nel settore’ e punta sulla massima trasparenza delle procedure e sull’incremento dei controlli, anche attraverso la tracciabilità dei pagamenti. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, sottolinea invece come ‘incentivi, assolutamente fuori linea rispetto ai costi degli impianti, hanno creato rendite, un grasso che ha attratto la criminalità organizzata’.

Secondo il rapporto sono quattro i principali aspetti di debolezza del settore: la concentrazione degli impianti in superfici ridotte, l’elevato costo di realizzazione, la scarsità’ dei mezzi degli uffici tecnici chiamati a dare i permessi e la presenza della quasi totalità degli impianti in regioni con ‘tradizionale presenza di criminalità organizzata’ a partire dalla Sicilia, la Puglia e la Campania”

Tratto da http://www.viadalvento.org/criminalita/mafia-per-il-cnel-e-grave-linfiltrazione-nel-settore-eolico-ridurre-gli-incentivi/

Interessantissimo anche “”Vento di mafia” di Fabrizio Gatti per L’Espresso, leggibile cliccando su http://espresso.repubblica.it/dettaglio/vento-di-mafia/2126091

(Per l’immagine di copertina ringraziamo Ecologia Liberale)

LE VITTIME DELLA FALSA-GREEN ECONOMY CHIEDONO UN INCONTRO AL GOVERNO: “TOGLIETE L’APPELLATIVO DI ‘PUBBLICA UTILITÀ’ AGLI IMPIANTI EOLICI E FOTOVOLTAICI INDUSTRIALI”

 “LE VITTIME DELLA FALSA-GREEN ECONOMY”, tramite il “COMITATO NAZIONALE CONTRO FOTOVOLTAICO ED EOLICO NELLE AREE VERDI (e più in generale naturali)”, scrivono una lettera aperta urgente

alla prioritaria attenzione del Presidente Mario Monti e di tutti i Ministri del suo Governo

LE VITTIME DELLA FALSA-GREEN ECONOMY CHIEDONO UN INCONTRO AL GOVERNO: “TOGLIETE L’APPELLATIVO DI ‘PUBBLICA UTILITÀ’ AGLI IMPIANTI EOLICI E FOTOVOLTAICI INDUSTRIALI nelle Aree Naturali che UCCIDONO LA NATURA, l’IDENTITÀ DEI TERRITORI, ma che HANNO DISTRUTTO anche LE NOSTRE VITE!

Che siano dichiarati invece, semmai, impianti di ‘PUBBLICA INUTILITÀ’ !”

Le Vittime della Falsa-Green Economy chiedono un incontro al Governo, e a tutti i suoi Ministeri, a partire dal Ministero alla Salute, fino a quelli all’Ambiente e alla Tutela del Mare, dei Beni Culturali, dell’ Agricoltura, e a tutti gli altri, per raccontare la loro disperazione causata dalla convivenza forzata con impianti eolici e fotovoltaici industriali; la loro vita è distrutta da tali impianti costruiti addosso al loro spazio vitale, i loro diritti acquisiti di abitabilità, e quelli universali alla salute psico-fisica calpestati impunemente per una speculazione, che si cela sotto l’ingannevole nome di “energie pulite”, ma che di pulito invece non ha nulla!

Il “Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi e più in generale naturali“, intorno al quale queste persone si sono raccolte, trovandovi un valido punto di riferimento apartitico e di impegno civico serio, ha consegnato un dossier con studi scientifici al Governo nelle scorse settimane sugli impatti sulla salute, oltre che su ambiente e paesaggio, di queste tecnologie per la produzione di energia da fonte eolica e solare, nell’assurda ed anti-ecologica implementazione industriale, che le ha connotate sin ad oggi nell’aberrante invasione selvaggia con cui sono state istallate nelle aree naturali ed agricole d’Italia! In tali aree infatti, prima che i cittadini tutti sapessero e potessero intervenire, sono spuntati in breve tempo, come hi-tech funghi malefici, “lager” – ormai eloquentemente chiamati dalla gente – di pannelli fotovoltaici e pale eoliche d’ogni tipo infisse al suolo!

Autorevoli medici hanno dovuto coniare anche neologismi scientifici, come la “Wind Turbine Syndrom”, la “Sindrome da Turbina Eolica”, per iniziare a classificare le nuove patologie, comportate da queste aliene istallazioni, a danno della salute persone!

In prima linea nella difesa di queste persone, vittime di una aggressiva e spregiudicata Green Economy Industriale, anche il medico Dottore Giuseppe Miserotti, presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza e membro dell’ ISDE Italia (International Society Doctor’s for Environment) Associazione Medici per l’Ambiente.

(Vedi anche per approfondimento: http://comitatonazionalecontrofotovoltaicoeolico.wordpress.com/2012/02/27/denuncia-grave-emergenza-sanitaria-nazionale-a-rischio-la-salute-umana-e-gli-interi-ecostistemi-vicini-ad-impianti-industriali-fotovoltaici-ed-eolici/ )

Storie umane tragiche e di disperazione che si raccolgono ormai in tutto il nostro Paese, isole e terraferma, e che son anche già state oggetto di best-seller di inchiesta, come il capolavoro pubblicato nel 2011, del giornalista del quotidiano nazionale “La Repubblica”, Antonello Caporale, intitolato “Controvento” .

Contro quella che è palesemente divenuta una vera e propria impressionante macchina di distruzione e grave speculazione, la cosiddetta “Green Economy Industriale”, al Governo Italiano da queste persone si leva una sola richiesta:  Nessuna persona deve più subire quello che noi, i nostri cari e le nostre famiglie stiamo subendo, depressioni con già persino tristissimi primi casi di suicidio, (a causa del grave inquinamento acustico e visivo diurno, e persino notturno da luci alienizzanti di illuminazione degli impianti contro furti e per segnalazioni contro l’impatto di aeromobili), e danni gravi domani sulla salute da inquinamento elettromagnetico e chimico assorbito oggi, per le sostanze nocive contenute nei materiali utilizzati negli impianti eolico-fotovoltaici (cadmio, arsenico, neodimio, ecc.), produttori di corrente alternata al fine di immetterla in rete e dunque di elettrosmog! Paura continua ed ansia per il rischio di incidenti mortali da rottura delle pale dei rotori eolici e lancio di pericolosi frammenti, o di altra natura, come il rischio connesso a scariche elettriche di varia origine, dall’ impianto produttore di corrente elettrica o dalla captazione favorita di fulmini. Nessun area del nostro Paese, il BelPaese per antonomasia, deve essere sfigurata da queste implementazioni industriali assurde ed anacronistiche, assolutamente anti-ecologiche, come le belle sfortunate aree in cui avevamo avuto la fortuna di nascere. Chiediamo pertanto che il Governo tolga a questi impianti industriali fotovoltaici ed eolici di qualsiasi tipologia e dimensione, volti cioè alla vendita prioritaria dell’energia prodotta, se ubicati in aree agricole (indipendentemente dalla trovata mistificatoria imbracciata, come ad esempio l’agrovoltaico, e le false serre-fotovoltaiche – che son una contraddizione in termini – che inquinano l’agricoltura con produzione di energia da pannelli ubicati nelle medesime aree che si vorrebbe destinare all’agricoltura in contemporanea, dove il sole deve essere pertanto invece preposto all’assorbimento prioritario da parte delle colture per la loro crescita, e non all’assorbimento anche in parte da parte dei pannelli fotovoltaici come si vorrebbe fare mistificatoriamente a favore della speculazione delle energie rinnovabili falso-green e falsamente-pulite in tal modo!), o in aree naturali, o lacustri (come l’aberrazione del fotovoltaico galleggiante), o marine e costiere (come l’eolico off-shore), l’assurdo strumentale e mistificatori appellativo di opere di “pubblica utilità” per il Protocollo di Kyoto, un appellativo e riconoscimento gravemente errato e puramente strumentale, che è divenuto il nulla osta alla frode falso-green degli incentivi pagati in bolletta dagli italiani per mantenere, foraggiare lautamente, le ditte proprietarie di questi impianti; bollette elettriche ipermaggiorate non a caso in questi mesi e che gravano sulle aziende del “made in Italy”, costrette a chiudere e/o delocalizzare all’estero licenziando il loro personale, e sulle famiglie oggi in tante sull’orlo della disperazione a causa di una “crisi” ormai sempre più palese; è il nulla osta alla devastazione dei molteplici paesaggi italici unici, tanto in mare quanto sulla terraferma, paesaggi ch son alla base del florido ed anti-crisi settore turistico; nulla osta assurdo alla devastazione e cancellazione della biodiversità selvatica e domestica tutelata dalla Conferenza internazionale di Rio del 1992, sottoscritta anche dalla stessa nostra Italia; nulla osta al consumo di ottimi suoli agricoli e di pascoli, o terre rimboschibili a favore anche del microclima, del clima, e contro il dissesto idrogeologico; tutto ovviamente ci auguriamo all’insegna di un agricoltura di prodotti silvo-agro-pastorali biologici, e di un’ ecosistema agro-naturale, totalmente off-limits per organismi alterati dall’ingegneria genetica di qualsiasi tipo!

Quella dichiarazione di “pubblica utilità” è divenuta persino il nulla osta al sopruso ai danni dei diritti dei cittadini e dei territori! Persino alla violazione della Costituzione Italiana che tutela il paesaggio storico-naturale del BelPaese (articolo 9, tra “principi fondamentali” della Carta Costituzionale) e la salute delle persone (articolo 32)!

Chiediamo che l’appellativo di “pubblica utilità” e conseguenti incentivi pubblici d’ogni tipo erogati, siano solo assegnati per gli impianti fotovoltaici per autoproduzione ed autoconsumo prioritario dell’energia prodotta dal sole, ubicati sui tantissimi tetti inutilizzati degli edifici recenti d’Italia, successivi per anno di costruzione al 1950, e di niun valore estetico ovunque collocati, in modo da trasformare la piaga, anch’essa da fermare, della cementificazione selvaggia subita dalla nostra Nazione nel dopoguerra, almeno, in un’ opportunità energetica davvero ecosostenibile! Osserviamo che la forma di energia più pulita che oggi possiamo produrre è quella che non si consuma, grazie a delle politiche veramente ecologiste, che auspichiamo, volte al risparmio e all’efficientamento energetico di tutto il sistema elettrico Italiano pubblico e privato, con anche l’uso di soluzioni illuminotecniche volte al risparmio energetico, ma sempre e comunque ergonomiche e che non sacrifichino, ma anzi pongano massima attenzione alla piacevolezza!

Chiediamo al Governo di affermare il Divieto Assoluto di ubicazione di impianti eolici sulla terraferma ed in mare, (a tutela, oltre che del paesaggio quotidiano, anche dei volatili, che i rotori falcidiano in volo notoriamente), e il Divieto Assoluto di ubicazione degli impianti fotovoltaici industriali, per la vendita dell’ energia prodotta, ubicati in aree naturali o rurali o lacustri, eccezion fatta per le aree industriali. Il tutto con indispensabile valenza retroattiva anche su tutti i tanti assurdi progetti di impianti eolici e fotovoltaici, che minacciano il nostro BelPaese, eventualmente ancora in iter autorizzativo, in via di valutazione burocratica o giudiziaria, o approvati ma non ancora realizzati, o se in cantiere non ancora entrati in esercizio! Impianti da fermare e non fare realizzare assolutamente per salvare, come dobbiamo salvare, il paesaggio storico-naturale della nostra Nazione tutelato dalla nostra stessa Costituzione!

Chiediamo che con apposita sollecitazione anche da parte del Governo alle procure, ai prefetti, regioni, province e comuni, vengano smantellati tutti i tantissimi impianti eolici e fotovoltaici sequestrati per varie irregolarità dalla Magistratura, impianti sequestrati in numero crescente al crescere dei controlli, che son ancora solo all’inizio e che auspichiamo siano, da parte di tutte le forze dell’ ordine, quanto più estesi e approfonditi; smantellati con ripristino-restauro dello stato dei luoghi con loro bonifica-decementificazione e rinaturalizzazione, (e vendita o comunque traslazione sui tetti degli edifici recenti dei pannelli fotovoltaici per gli impianti fotovoltaici irregolari). No assoluto ad alcuna ipotesi blasfema ed anti-statale di vile sanatoria delle irregolarità compiute a favore di questa pura dannosa frode! Uno stato serio smantella gli impianti irregolari causa di danni evidenti all’ ecosistema naturale ed umano, non si piega all’ imposizione di sanatorie da parte di interessi privatistici avversi al bene comune! Così siano smantellati anche gli impianti realizzati eludendo le prescrizioni della V.I.A.; tutti gli aerogeneratori per i quali non sia stata svolta opera di manutenzione ordinaria e straordinaria, dato il rischio per l’ incolumità pubblica da rottura e lancio a centinaia di metri di mortali frammenti di pala e non solo; tutti gli impianti eolici e fotovoltaici che si trovano ad una distanza inferiore agli 800 metri dalle abitazioni e dai luoghi di lavoro.

Chiediamo infine che il Governo favorisca ed introduca incentivi per la rinaturalizzazione, bonifica, de-cementificazione, restauro paesaggistico nel rispetto dell’originalità storico-naturale antecedente dei luoghi ai processi di più recente antropizzazione, e riforestazione con piante autoctone naturali, assolutamente non alterate dall’industria genetica, di tutte le cosiddette “aree degradate da intervento umano”! Questi ultimi si che sono interventi di vera improrogabile “pubblica utilità”, davvero in coerenza con il Protocollo di Kyoto per il clima mondiale, e con la Conferenza Internazionale di Rio per la biodiversità naturale!

GRAZIE per la vicinanza e l’ascolto, e per il vostro intervento a difesa dell’ Italia, il Giardino bello d’Europa e del Mediterraneo, il Bel Paese per antonomasia!

Le VITTIME DELLA FALSA-GREEN ECONOMY !

EMERGENZA NEL PARCO NATURALE DEI PADULI – FORESTA BELVEDERE! Il Centro storico della storia naturale del Salento, il Cuore pulsante dei salentini, da SALVARE ASSOLUTAMENTE!

Lettera Aperta, Osservazioni e Comunicato stampa congiunto Urgente
del
-) Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e  della Salute del Cittadino
-) Forum Ambiente e Salute del Grande Salento (province di Lecce, Brindisi, Taranto)
-) Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi


3 maggio 2012

———————-

EMERGENZA NEL PARCO NATURALE DEI PADULI – FORESTA BELVEDERE!
Il Centro storico della storia naturale del Salento, il Cuore pulsante dei salentini, da SALVARE ASSOLUTAMENTE!

MIGGIANO, dopo anche NOCIGLIA, a rischio di grave inammissibile STUPRO Eolico Industriale!

Appello URGENTE alla Regione Puglia,

all’Assessore all’ Assetto del Territorio, Angela Barbanente,

all’Assessore all’ Agricoltura, Dario Stefàno,

ed ai comuni direttamente coinvolti Miggiano e Nociglia, e limitrofi, come Ruffano, Montesano, Supersano, Specchia, Taurisano, San Cassiano, Botrugno, Poggiardo, Scorrano, Surano, Spongano, ecc., a rischio di grave compromissione del loro orizzonte quotidiano,

perché la Regione Puglia in primis, e tutti gli altri enti coinvolti,  difendano il “Parco naturale dei Paduli – Foresta Belvedere”, fortemente caro a tutti i salentini, e pertanto la determina regionale avversa all’ impianto eolico industriale, follemente ubicato da progetto nel feudo olivetato e acquitrinoso di Miggiano (Lecce), in tutte le sedi, al Consiglio di Stato ora subito ricorrendo in appello, ed eventualmente anche alla Corte di Giustizia Europea se sarà necessario, contro la pronuncia irresponsabile del TAR Lecce dei giorni scorsi, che come si è appreso dalla stampa (in data 28 aprile 2012 sul quotidiano locale “Paese Nuovo”),  avrebbe vergognosamente accolto il ricorso della ditta eolica interessata alla realizzazione di un mega impianto eolico industriali di ben 10 aerogeneratori mastodontici e strutture annesse, per una potenza complessiva di ben 20 MW, esteso su numerosissimi ettari, annullando la determina con cui la Regione Puglia avevano espresso giusto parere sfavorevole alla compatibilità del progetto; una determina che evidenziava la presenza di alberi d’ulivo nella sfortunata e bellissima zona del comune di Miggiano minacciata da questo inaccettabile tentativo di plurima inquinante e deturpante compromissione industriale eolica. Alberi d’ulivo di pregio naturalistico, secolari e plurisecolari, tutelati da leggi nazionali e regionali, come la L.R. n. 14 del 2007, e il cui trapianto-spostamento vuol dire compromettere i luoghi nel loro assetto storico-naturale e mettere a rischio traumatizzandole con potature ed operazioni di espianto-trapianto le numerose piante coinvolte in quella sciagurata previsione!

Allo stesso modo la Regione Puglia esprima parere sfavorevole e diniego autorizzativo all’impianto eolico previsto nel feudo di Nociglia, facente anch’esso parte come Miggiano del Parco Paduli! Per questi due assurdi impianti eolici esprima in tutte le sedi, atti e momenti amministrativi, motivati pareri sfavorevoli.
Stiamo parlando di mastodontiche pale eoliche industriali, “stupra paesaggio”, alte molto ben oltre i 70 metri, visibili nel raggio di decine di chilometri, tanto di giorno, quanto di notte per le loro aliene luci rosse di segnalazione aeronautica notturne poste in testa, intollerabili in quei luoghi, dove le vorrebbero installare le ditte interessate; lì, proprio nel regionale “Parco naturale dei Paduli-Foresta Belvedere” di alto interesse ambientale, rurale, storico e paesaggistico, come evidenziato nel PTCP, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale adottato nel 2008 dalla Provincia di Lecce, che ha definito “i Paduli”, quali la “casa”, il “cuore”, del Salento concepito come un unico grande parco culturale e naturale; una vasta area incontaminata, quella dei “Paduli-Foresta Belvedere”, poi riconosciuta pertanto ampiamente meritevole di rientrare tra i parchi regionali, nel PPTR della Regione Puglia, il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia che attende ormai soltanto la definitiva autorizzazione da parte del Governo!

Mega pale eoliche in un’ area espressamente interdetta a tali istallazioni, anche in maniera ben precisa dalle “Linee Guida in materia di istallazione di impianti di energia rinnovabile” contenute nel Regolamento Regionale n. 24 del 30 dicembre 2010, entrato in vigore il 1 gennaio 2011, poiché ricadenti sia nell’area già delimitata come “Parco Paduli” tutelata contro queste istallazioni industriali mastodontiche dalla Regione, nonché ricadenti nel cono visuale protetto contro queste pale eoliche, e del raggio di dieci chilometri intorno alla località belvedere elevata del Crocifisso in feudo e sulla “Serra” (la collina) di Casarano!
Gli ulivi plurisecolari presenti nel feudo di Miggiano, tutelati dalla Legge Regionale n. 14 del 2007, che tutela gli ulivi ed il loro paesaggio come recita il suo stesso titolo, e che si vorrebbero da parte della ditta interessata ai lavori eolici espiantare, sono solo uno degli elementi gravi di compromissione del territorio per cui fermare questa follia!

Si aggiunga il danno all’avifauna, ai volatili, alle iper-protette Cicogne bianche (Ciconia ciconia) e nere (Ciconia nigra), e numerose altre specie di avifauna, come la grande nobile e fiera Aquila minore (Hieraaetus pennatus), numerose specie di aironi, le bellissime e rarissime Gru (Grus grus), i Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus),  solo per citarne alcuni, protetti dalla Direttiva europea Uccelli 79/409/CEE, che frequentano il prezioso Parco, e che verrebbero falcidiati in volo da queste ben note “macchine eoliche maciulla uccelli in volo”!
Il termine “Paduli” di quelle contrade, che indica la presenza di paludi, contrade acquitrinose, e fortemente carsiche, con ruscelli temporanei, rivi, laghetti, pozze stagionali, falde superficiali, canaloni, polle sorgive (“Funtane” chiamate in dialetto locale), doline, voragini che provocano spesso improvvisi collassi del terreno dei sink-hole in termine tecnico, ben suggerisce come l’instabile natura idrogeologica sconsigli vivamente l’ubicazione di simili infrastrutture industriali pericolose, anche dal solo punto di vista delle scariche elettriche!

Si tratta poi di siti che non possono essere compromessi da enormi scavi per i basamenti giganteschi in cemento delle torri eoliche, le profonde trincee plurichilometriche per i cavidotti, quindi ciclopici elettrodotti, cabine immense di trasformazione della corrente elettrica e sua immissione in rete, e apertura-creazione di immense nuove strade per la manutenzione delle torri e il trasporto e montaggio degli enormi componenti!
Tutto questo in un ecosistema preziosissimo quanto delicato, dove vivono numerosissimi animali, tra cui, solo per citarne alcuni, il grande serpente Cervone, il Rospo smeraldino (Bufo viridis), la Raganella e il Tritone italico (Triturus italicus), protetti dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE. Dove si osservano e susseguono numerosi ambienti tutelati proprio dalla stessa Direttiva Habitat 92/43/CEE, come i boschi ripariali lungo i rivi campestri a piante igrofile mediterranee! In quell’area, dove crescono anche querce caducifoglie e olmi tra i canneti, è stata di recente segnalata la presenza anche del Salicone (Salix caprea), proprio negli uliveti e seminativi acquitrinosi nei dintorni di Miggiano, unica stazione di sua presenza ad oggi nella Puglia meridionale! In tutta l’area dei Paduli, dove si estendeva buona parte della grandissima Foresta Belvedere di cui restano tanti preziosi relitti vegetanti, è presente anche il rarissimo Frassino meridionale (Fraxinus angustifolia), ormai in pochissimi esemplari, lì ancora diffusi, e da sottoporre a massima tutela per la sua ripropagazione-diffusione in loco. Il legame particolare della Foresta Belvedere con questa specie igrofila, amante dell’ acqua, che vi cresceva copiosissima nell’ ‘800, è descritto dal medico e botanico ottocentesco Martino Marinosci di Martina, nel suo testo intitolato “La Flora Salentina”. Oggi gli habitat di questa specie, quale i Paduli salentini appunto, sono protetti espressamente dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE.
Così altrettanto preziosi sono gli habitat di pascolo roccioso a pseudo-steppa mediterranea della Thero-Brachypodietea, anch’essi massimamente tutelati dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE e che si osservano ad esempio anche nel territorio di Nociglia!
Osserviamo poi che ditte eoliche che fanno ricorso contro una sentenza della Regione o altro ente che nega loro l’autorizzazione per tutelare espressamente l’ambiente ed il paesaggio, come in questo caso a Miggiano, cessano di essere delle ditte che operano per il bene dell’ecologia e del pianeta, sconfessando palesemente la loro dichiarata “mission” ambientale di fondo come ditte che opererebbero nella Green Economy per il Protocollo di Kyoto, e dimostrano di essere così solo interessate agli aspetti finanziari del business eolico a discapito dei territori e dei cittadini! Di questo aspetto giudici amministrativi seri e responsabili dovrebbero tenerne conto!

Tanti cittadini italiani e non solo, che frequentano per motivi agricoli o turistici il Parco Paduli, (tante masserie sono ancora abitate o sono e si stanno lì restaurando adeguatamente e nel rispetto del Genius loci storico-naturale, per divenire degli agriturismi), o che lì vi vivono, in campagna o nei vicini centri abitati, sarebbero così condannati, da questi pazzeschi impianti eolici assolutamente fuori luogo, alla ormai ben nota in campo medico internazionale “Wind Turbine Syndrome”, la “sindrome da turbine eolica” (soprattutto i residenti), alla depressione cioè causata dal maxi-inquinamento acustico, dal perenne inquinamento visivo diurno e notturno, ed elettromagnetico, nonché sottoposti al rischio stressante, 24 su 24, di essere feriti o uccisi dal lancio di frammenti di pala, dal fenomeno di rottura e lancio a centinaia di metri di pericolosi grandi frammenti, ormai sempre più frequente e documentato in Europa e nel mondo tanto nella cronaca, quanto nella letteratura tecnica!
Motivo per cui è follia autorizzare queste altamente pericolose e dannose macchine industriali in aree di vita umana ed alta densità abitativa anche rurale quale è il territorio basso Salentino!

Il maxi-plurimo impatto e stravolgimento che comporterebbero questi impianti anacronistici in quei luoghi, e assolutamente fuori luogo, cancellerebbe ogni seria promozione turistico-culturale del Parco con danno immenso ad economie a basso impatto già lì avviate ed in crescita, danneggerebbe la biodiversità tutelata dalla internazionale Conferenza di Rio del 1992 sottoscritta dall’ Italia, e la pratica di una sana agricoltura del biologico e della tradizione in campo agro-silvo-pastorale! Inoltre l’inquinamento visivo, diurno e luminoso notturno, tarperebbe le ali anche alla promozione scientifica dei Paduli come uno dei “Parchi delle Stelle” italiani, per lo studio dell’astronomia, parchi a basso inquinamento luminoso, che suggerisce di creare e curare la stessa Comunità Europea; uno studio astronomico che oggi lì viene praticato da numerosi studiosi ed astrofili grazie al bassissimo inquinamento luminoso presente che permette un’ ottima nitida visione del cielo stellato; cielo stellato, il firmamento, che l’ UNESCO sta per dichiarare patrimonio dell’ umanità da difendere combattendo contro lo spreco dell’ inquinamento luminoso e per la difesa dell’orizzonte e del cielo da ingombri dannosi inutili ed evitabili, come nel caso in oggetto di queste aliene ciclopiche pale hi-tech!

Alla Regione Puglia si chiede di operare in tal senso contro questo scempio che minaccia MIGGIANO di Lecce e il Parco Paduli, a difesa del territorio e delle sue pronunce e in coerenza con il saggio No imposto pochi mesi fa all’ impianto eolico nel vicino Comune di Supersano, che ha visto una plebiscitaria opposizione a difesa proprio del Parco dei Paduli da parte di centinaia di persone giunte a Supersano da ogni parte del territorio della Puglia meridionale!

In coerenza con tutto ciò si chiede alla Regione Puglia e al suo Settore Ecologia e Assetto del Territorio in primis, di esprimere ora medesimo No al progetto eolico nel vicino Comune di NOCIGLIA, la cui ditta ha richiesto di nuovo, per la scadenza del valore dei vecchi pronunciamenti, nuovi pronunciamenti nel suo iter di, ci auspichiamo tutti in nome del Bene Comune, non autorizzazione! Un impianto pazzesco sempre nel e a ridosso del Parco dei Paduli, a minaccia e compromissione di quest’ultimo e anche della vista incontaminata che si gode dalla storica suggestiva arcaica collina artificiale chiamata “Specchia Torricella”, o anche “Motta di Torricella”, un monumento misterioso ammantato dalle leggende popolari, un grande tumulo, stratificato nei secoli, quasi una sorta di antica piramide salentina, oggetto di studio da parte dell’ Università del Salento e dell’archeologo Professor Paul Arthur, che ha rivelato già evidenti tracce archeologiche di epoca medioevale e romana negli strati affioranti; un monumento  di primo ordine documentato anche nel “Museo del Bosco Belvedere” da poco inaugurato nella sede municipale di Supersano, che è in un antico castello!

Certi nel solerte intervento della Regione e di tutti i suoi amministratori e funzionari al fine di formulare i pareri negativi necessari e che sono “in re ipso“, e per dare mandato e supporto informativo ai legali per combattere e sconfiggere in tutte le sedi, questi assurdi progetti che minacciano il Bene Comune ed il Territorio, il Paesaggio, non a caso tutelato dalla Costituzione Italiana nei suoi principi basilari (art. 9), insieme alla salute psico-fisica delle persone (art. 32), che dalla salubrità dell’ambiente e dall’integrità del paesaggio storico-naturale dipende fortemente,

inviamo i Nostri Più Sinceri e Sentiti Ringraziamenti!

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento
Coordinamento Civico per la tutela della Salute e dei Diritti del Cittadino
Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi e più in generale Naturali

Le proteste strumentalizzate.

Reblogged from Merylho43:

Click to visit the original post
  • Click to visit the original post
  • Click to visit the original post
  • Click to visit the original post

Non ero mai scesa in piazza.

L’ho  fatto per la prima volta il 18 aprile in P.zza Montecitorio a Roma, per far sentire la voce di coloro, che pur non essendo contrari alle energie alternative, pretendono e s’impegnano che il territorio, le aree protette, i terreni agricoli, le montagne pregiate e la salute dei cittadini di questa nazione, vengano preservati da speculazioni spregiudicate che stanno mettendo a serio rischio il bene pubblico.

Continua a leggere... 542 more words

Alcuni membri del Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi hanno partecipato ad una contro-manifestazione in occasione della manifestazione in difesa degli incentivi alle rinnovabili organizzata da Legambiente e dalle organizzazioni industriali del settore. il 18 Aprile Questo articolo spiega bene le ragioni della nostra partecipazione alla contro-manifestazione. Ringraziamo di cuore l'autrice. (Alla contro-manifestazione erano presenti, tra gli altri: Carlo Ripa di Meana, l’On. Elisabetta Zamparutti, esponenti della Rete della Resistenza sui Crinali, degli Amici della Terra, di Italia Nostra, di Mountain Wilderness, del Comitato per il Paesaggio e del Comitato per la Bellezza.)

Rinnovabili elettriche/eolico – Appello di oltre 30 intellettuali italiani al Presidente Monti

Pubblichiamo il seguente comunicato stampa

Appello di oltre 30 intellettuali italiani al Presidente Monti

Si al sostegno delle energie rinnovabili, purché gestito in modo virtuoso, rigoroso e senza ulteriori insostenibili sprechi. Basta con le speculazioni e con gli incentivi sovradimensionati che gravano sulle bollette dei cittadini e favoriscono il malaffare; e basta con l’eolico industriale, di irrilevante utilità, ma responsabile dei maggiori danni a molti preziosi paesaggi italiani. I Decreti presentati ieri dai Ministri Passera e Clini, pur rappresentando un significativo passo avanti, propongono pericolosi obiettivi che potrebbero portare a una ulteriore nociva crescita dell’eolico industriale da oggi al 2020.

Roma, 12 aprile 2012 – Oltre trenta importanti intellettuali italiani, fra cui Giorgio Ruffolo, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Carlo Ripa di Meana,Giancarlo Amendola, Tullio Pericoli, Alberto Asor Rosa, hanno sottoscritto un appello al Presidente Monti affinché i decreti sulle rinnovabili, presentati ieri dai Ministri Passera e Clini, rispettino le intenzioni originarie, eliminando le speculazioni e gli eccessi di incentivi.

L’attuale formulazione, che prevede il 35% di sola energia elettrica, potrebbe portare alla triplicazione degli impianti eolici, impianti che hanno già contribuito alla devastazione di troppe delle superstiti bellezze della Nazione.

In accordo con i criteri di efficienza energetica, gli obiettivi i da raggiungere devono essere una percentuale dei consumi energetici finali e non obbligatoriamente delle percentuali della produzione elettrica.

Sostengono gli intellettuali: “Nelle premesse del decreto, il Governo riconosce finalmente che è stato sbagliato privilegiare lo sviluppo di energia rinnovabile elettrica rispetto ai settori delle rinnovabili termiche, della cogenerazione, dei trasporti e dell’efficienza energetica,settori assai più vantaggiosi in termini economici, di minor impatto ambientale e di maggior ricaduta sull’economia nazionale (…). Temiamo, però, Signor Presidente del Consiglio che le misure definitive che verranno adottate non risultino coerenti con le premesse del decreto e che lascino spazio a interpretazioni ambigue. Temiamo soprattuttoinsidiose marce indietro, sull’onda delle scontate contestazioni di coloro che per anni hanno goduto delle rendite speculative riservate a due sole fonti, l’eolico e il fotovoltaico, le più conosciute fra tutte le rinnovabili ma anche le più discutibili, in termini di risultati e di costi a carico della collettività.”

Il Decreto odierno sembra giustificare una parte di questi timori.

Infine i firmatari auspicano una più rigorosa limitazione dei siti adatti a ospitare le torri eoliche, in analogia col recente provvedimento per l’esclusione degli incentivi ai pannelli fotovoltaici installati sui suoli agricoli.

L’appello, il cui testo completo è riportato in allegato, conclude: “La Costituzione italiana stabilisce che il paesaggio è un bene primario(…) le sue alterazioni non dovrebbero essere negoziabili al di fuori di circoscritti motivi di eccezionale gravità e urgenza, nonché di comprovata utilità per l’intera comunità nazionale. Noi siamo certi che non sia questo il caso
Leggi l’articolo completo